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3 Dicembre 2004 ARCHEOLOGIA
Discovery Channel
NUOVO CAPITOLO DELLA DISPUTA SUI MARMI DI ELGIN
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Una delle più antiche dispute culturali internazionali, la battaglia per i Marmi di Elgin, si trova ancora una volta ad un bivio, da quando un distinto studioso di Cambridge ha dichiarato che le sculture sarebbero state meglio se Lord Elgin le avesse lasciate ad Atene.

A seguito di un sofisticato programma di conservazione ad Atene, le 14 lastre che Lord Elgin non era riuscito a rimuovere, mostrano oggi dettagli originali di sorprendente bellezza.

"Si trovano in forma migliore di qualsiasi altra cosa si trovi a Londra. Sappiamo ora esattamente da cosa Lord Elgin possa averle "salvate": basta andare ad Atene e vedere" ha dichiarato Anthony Snodgrass, professore emerito di archeologia classica all´Università di Cambridge.

Di fatto, le 17 figure e 56 pannelli prelevati nel 1801 da Lord Elgin da un gigantesco fregio che una volta decorava il tempio più sacro dell´antica Atene, il Partenone, recano drammatici segni degli scandalosi tentativi di pulitura a mano verificatisi negli anni ´30 al British Museum.

I cavalieri senza paura, i giovani aitanti, le bellissime divinità, i centauri belligeranti ed i cavalli espressivi, furono selvaggiamente scalpellati e grattati con ceselli e spazzole chiodate nel tentativo di renderli più bianchi del bianco, per soddisfare il desiderio dei visitatori.

A dispetto delle operazioni di pulizia degli anni ´30, il British Museum ha sempre sostenuto che il museo è il luogo migliore per la custodia e l´esposizione dei marmi. Neil McGregor, direttore del museo, ha ribadito la sua posizione, dichiarando che "solo in una struttura come il Partenone le sculture greche avrebbero potuto trovare adeguata collocazione" e ancora che "il Partenone è in rovina, e che solo il 50 % delle sculture originarie sopravvive oggi".

Fino ad ora, nessuno è stato ammesso a vedere da vicino le lastre che Lord Elgin non riuscì a rimuovere in quanto si trovavano troppo in alto sul Partenone. Quando furono fatte calate dalla loro posizione originaria, nel 1933, uno spesso strato di polveri e sporco rendeva quasi impossibile distinguere qualsiasi cosa.

Ora, dopo un programma di pulitura attuato mediante un doppio raggio laser, i pezzi di marmo mostrano abbondanza di dettagli, come i segni del cesello e le vene in evidenza sulle pance dei cavalli.

Secondo Snodgrass, che ha presieduto il Comitato Inglese per la Riunificazione dei Marmi del Partenone sin dal 2002, la differenza tra i marmi del British Museum e quelli in Grecia è evidente per chiunque li confronti.

"I pezzi di Atene hanno molti più particolari preservati, e sono molto più simili all´idea originale degli artisti che li crearono" ha aggiunto Snodgrass.

Egli ha notato che la molto discussa patina di polvere naturale è ancora presente sui marmi greci recentemente restaurati, che è invece stata completamente rimossa sulle copie in terra inglese.

Scolpite da Fidia nel V secolo a.C., le sculture del Partenone sono sparse per diversi musei europei, compreso il Louvre di Parigi, ma il cuore del fregio si trova al British Museum. I greci sostengono che i marmi furono sottratti indebitamente nel 1801 da Lord Elgin, ambasciatore inglese presso l´Impero Ottomano. Gli inglesi sostengono invece che Lord Elgin agì autorizzato dalle autorità turche, allora regnanti.

La Grecia domandò la restituzione dei Marmi di Elgin già all´indomani dell´indipendenza del paese dalla Turchia, sin dal 1829.

Sono in corso i lavori di costruzione di un Museo dell´Acropoli, che dovrebbe essere completato nel 2006. Il museo comprenderà una Sala del Partenone, che rimarrà vuota fino a quando i marmi non saranno restituiti.